4. L’ORGANIZZAZIONE DELLO SPORT
Il dibattito politico sullo sport in Europa spesso attribuisce un'importanza considerevole al cosiddetto "modello europeo dello sport". La Commissione ritiene che certi valori e tradizioni dello sport europeo debbano essere promossi. Data la diversità e la complessità delle strutture sportive europee essa ritiene però che non sia realistico provare a definire un modello unico di organizzazione dello sport in Europa. Inoltre, gli sviluppi economici e sociali comuni alla maggior parte degli Stati membri (crescente commercializzazione, oneri per la spesa pubblica, aumento del numero di partecipanti e ristagno del numero di lavoratori volontari) hanno aperto nuove sfide per l'organizzazione dello sport in Europa. L'emergere di nuovi soggetti (chi pratica sport fuori dalle discipline organizzate, società sportive professionistiche ecc.) apre nuovi problemi di gestione, democrazia e rappresentanza degli interessi all'interno del movimento sportivo.
La Commissione può intervenire per incoraggiare la condivisione delle buone pratiche nella gestione del settore sportivo e può contribuire a sviluppare un complesso di principi comuni di buona gestione dello sport, come trasparenza, democrazia, responsabilità e rappresentanza delle parti interessate (associazioni, federazioni, giocatori, società, leghe, tifosi ecc.). Facendo questo, la Commissione si baserà sul lavoro precedente (7) e presterà attenzione alla rappresentanza delle donne nelle posizioni gestionali e dirigenziali.
La Commissione riconosce l'autonomia delle organizzazioni sportive e delle loro strutture rappresentative (come le leghe), e riconosce anche che la gestione dello sport è soprattutto di competenza degli enti sportivi preposti e, in una certa misura, degli Stati membri e delle parti sociali ma sottolinea che il dialogo con le organizzazioni sportive ha sottoposto alla sua attenzione una serie di questioni, di cui l'istituzione si occupa nel presente documento. La Commissione ritiene che la maggior parte delle sfide possa essere affrontata attraverso un'autoregolamentazione rispettosa dei principi di buona gestione, purché il diritto dell'UE sia rispettato, ed è pronta a dare il suo appoggio o, se necessario, a prendere gli opportuni provvedimenti.
(7) Ad es. sulla conferenza intitolata "Le regole del gioco" organizzata nel 2001 dalla FIA e dall'EOC e sulla Valutazione indipendente sullo sport europeo del 2006.